Bali e la Thailandia vengono spesso confrontate come se fossero due versioni dello stesso tipo di destinazione tropicale. In realtà, il paragone non è del tutto equivalente: Bali è una singola isola dell’Indonesia, mentre la Thailandia è un grande Paese che si estende dalle montagne del nord fino a due coste tropicali molto diverse nel sud.
Gran parte delle differenze nasce proprio da questo. Bali offre un’esperienza più concentrata: spiagge, templi, risaie, surf, caffè, yoga e una grande comunità internazionale si trovano in un territorio relativamente piccolo. La Thailandia è molto più varia: Bangkok, Chiang Mai, Phuket, Krabi, Koh Samui e decine di isole minori possono sembrare destinazioni completamente diverse tra loro.
La domanda, quindi, non è tanto quale delle due sia “migliore”, ma quale tipo di viaggio o stile di vita si adatti meglio a ciò che state cercando.
| Bali | Thailandia | |
|---|---|---|
| Ideale per | Vita su un’isola, surf, caffè, wellness e cultura balinese | Itinerari vari, spiagge, città, gastronomia e viaggi più lunghi |
| Spiagge | Belle, soprattutto per il surf, ma non sempre con sabbia bianca e mare calmo | Molta più scelta di spiagge bianche e adatte al nuoto |
| Natura | Vulcani, risaie, giungla, cascate | Isole, montagne, giungla, parchi nazionali, formazioni calcaree |
| Cultura | Cultura induista balinese molto visibile e particolare | Forte cultura buddhista con grandi differenze regionali |
| Cibo | Ottima scena internazionale di caffè e buona cucina indonesiana | Grandissima varietà di cucina locale e street food |
| Trasporti | Trasporto pubblico debole; dominano scooter, taxi e autisti | Trasporto urbano e interurbano molto più sviluppato |
| Lavoro da remoto | Uno dei principali hub asiatici per nomadi digitali | Ottime infrastrutture e più città tra cui scegliere |
| Sanità | Buone strutture private per la maggior parte delle esigenze comuni | Scelta molto più ampia di grandi ospedali privati e specialisti |
| Vita notturna | Concentrata soprattutto nel sud di Bali | Da Bangkok e Phuket alle feste sulle isole e ai resort più tranquilli |
| Soggiorni lunghi | Diverse opzioni di visto e permesso di soggiorno indonesiano | Ampia scelta di visti, compreso il DTV per chi lavora da remoto |
| Scala | Tutto è relativamente vicino, ma il traffico allunga molto i tempi | Enorme varietà, ma spesso servono voli interni o lunghi trasferimenti |
La natura di Bali e della Thailandia offre due esperienze molto diverse
Se il motivo principale del viaggio sono le spiagge, nella maggior parte dei casi la Thailandia offre una scelta più ampia. La costa delle Andamane, intorno a Krabi, Phuket e alle isole della baia di Phang Nga, è famosa per l’acqua turchese, le scogliere calcaree e numerose spiagge classiche di sabbia bianca. Dall’altra parte del Paese si trovano le isole del Golfo di Thailandia, tra cui Koh Samui, Koh Phangan e Koh Tao.
Anche Bali ha coste spettacolari, ma è difficile considerarla una destinazione balneare classica. In molte zone la sabbia è vulcanica, il mare può essere agitato e la costa è esposta alle onde. Nusa Dua, Sanur e alcune spiagge della penisola di Bukit sono più adatte a chi cerca il bagno e il relax, mentre Uluwatu, Canggu e la costa occidentale sono particolarmente interessanti per i surfisti.
Uno dei punti di forza di Bali è la combinazione tra costa e interno dell’isola. In un solo viaggio è possibile vedere spiagge da surf, le risaie intorno a Ubud, cascate nel nord, i paesaggi vulcanici del Monte Batur e del Monte Agung e le coste più secche e rocciose di Bukit. Geograficamente tutto è abbastanza vicino, anche se il traffico può rendere gli spostamenti molto più lunghi di quanto sembri sulla mappa.
La Thailandia funziona su una scala completamente diversa. Nel nord ci sono montagne, foreste e zone più fresche intorno a Chiang Mai, Chiang Rai e Mae Hong Son. Nel sud si trovano decine di isole e parchi marini. La parte centrale combina pianure, città storiche e l’enorme metropoli di Bangkok.
Per un viaggio di due o tre settimane in cui si vuole cambiare spesso scenario, la Thailandia offre molte più possibilità senza uscire dal Paese.
A Bali la cultura locale è più presente nella vita quotidiana
Una delle caratteristiche più forti di Bali è che la cultura locale non è confinata a pochi monumenti storici. Templi induisti balinesi, piccoli santuari domestici, offerte quotidiane, cerimonie e processioni fanno parte della vita normale dell’isola.
Queste tradizioni restano visibili anche nelle zone turistiche più sviluppate.
Ubud è considerata il principale centro culturale per i visitatori, ma non è necessario soggiornare lì per entrare in contatto con le tradizioni balinesi. Le offerte si trovano davanti a case, negozi e caffè, le processioni religiose attraversano le strade e le feste nei templi fanno regolarmente parte della vita quotidiana.
Un esempio particolarmente evidente è Nyepi, il Giorno del Silenzio balinese. Per circa ventiquattro ore gran parte dell’isola si ferma: l’aeroporto chiude, il traffico normale scompare e la maggior parte delle persone rimane in casa.
Anche la Thailandia ha un’identità culturale molto forte, ma essendo un Paese molto più grande è meno uniforme. Bangkok è molto diversa da Chiang Mai e dalle province settentrionali, mentre il sud ha caratteristiche culturali proprie. I templi buddhisti sono diffusi in tutto il Paese e città storiche come Ayutthaya e Sukhothai offrono un patrimonio storico di una scala difficile da confrontare con Bali.
Se cercate una destinazione compatta in cui la cultura tradizionale sia costantemente visibile intorno a voi, Bali è particolarmente interessante. Se preferite una maggiore varietà storica e forti differenze regionali, la Thailandia offre più possibilità.
A Bali è più facile scegliere la stagione, in Thailandia dipende dalla regione
Bali ha una stagionalità relativamente semplice. La stagione secca va normalmente da circa aprile a ottobre, mentre il periodo più piovoso si concentra generalmente tra novembre e marzo. I confini non sono rigidi, perché il clima tropicale non segue perfettamente il calendario, ma i mesi secchi sono in genere più comodi per le spiagge, le escursioni e gli spostamenti sull’isola.
In Thailandia la situazione è più complessa perché il clima cambia molto da una regione all’altra.
Nel nord e nella parte centrale del Paese il periodo più fresco e secco cade soprattutto tra la fine e l’inizio dell’anno, seguito dalla stagione calda e successivamente da quella delle piogge.
Il sud, però, non può essere considerato una singola zona climatica. Le condizioni sulla costa delle Andamane possono essere molto diverse da quelle di Koh Samui, Koh Phangan e delle altre isole del Golfo di Thailandia.
Questo rende la pianificazione più complicata, ma rappresenta anche un vantaggio: spesso è possibile trovare una zona della Thailandia con condizioni abbastanza buone quasi in ogni periodo dell’anno. A Bali le alternative climatiche all’interno della stessa isola sono più limitate.
Cibo: la Thailandia offre più varietà locale, Bali una scena internazionale più sviluppata
Se la gastronomia è una parte importante del viaggio, la Thailandia è difficile da battere. La cucina thailandese cambia sensibilmente da una regione all’altra e il cibo locale economico è facile da trovare praticamente ovunque.
La sola Bangkok può diventare la base per un intero viaggio gastronomico, dai mercati e dai piccoli ristoranti di quartiere fino alla ristorazione di alto livello.
Anche l’infrastruttura per mangiare nella vita quotidiana è particolarmente sviluppata. Mercati, food court, bancarelle, caffè, supermercati e minimarket aperti fino a tardi rendono facile mangiare spendendo poco e senza dover pianificare in anticipo.
A Bali la cucina locale viene talvolta oscurata dall’enorme presenza di caffè e ristoranti internazionali. Piatti indonesiani e balinesi come nasi campur, babi guling e sate lilit si trovano ancora a prezzi contenuti nei warung locali, ma il sud turistico dell’isola è pieno di ristoranti occidentali, asiatici, vegani e di cucina contemporanea.
Canggu, Seminyak e Ubud sono particolarmente interessanti per chi ama le colazioni elaborate, lo specialty coffee, i caffè curati e una grande scelta di cucine internazionali.
Il rovescio della medaglia sono i prezzi. In alcune zone popolari di Bali, ristoranti e caffè possono costare quasi quanto in Paesi con redditi molto più elevati.
Se per voi contano soprattutto la varietà della cucina locale e la possibilità di mangiare bene spendendo poco ogni giorno, la Thailandia ha un vantaggio. Se preferite una scena internazionale di caffè e ristoranti concentrata in un’area relativamente piccola, Bali è una delle destinazioni più interessanti dell’Asia.
Il costo dell’alloggio dipende ormai più dalla zona che dal Paese
Oggi non è più corretto descrivere semplicemente Bali o la Thailandia come destinazioni “economiche”. In entrambi i casi si trovano ancora guesthouse poco costose e alloggi semplici, ma le zone turistiche più richieste sono diventate molto più care negli ultimi anni.
A Bali la differenza tra una zona e l’altra è enorme. Canggu, il centro di Seminyak, Uluwatu e le aree più richieste di Ubud possono essere piuttosto costose, soprattutto se cercate una villa moderna o un affitto mensile. Allontanandosi dalle zone più alla moda, i prezzi possono scendere sensibilmente.
Per una famiglia o un gruppo, però, una villa può ancora essere conveniente perché il costo viene diviso tra più persone.
In Thailandia le differenze sono ancora maggiori. Phuket e Koh Samui possono essere costose, soprattutto vicino alle spiagge più popolari. Chiang Mai e molte città meno turistiche restano molto più accessibili. Bangkok, invece, copre praticamente ogni fascia di prezzo.
Per chi vive a lungo in un posto conta anche un’altra differenza. In Thailandia esiste un enorme mercato di normali condomini residenziali, soprattutto a Bangkok, Pattaya e Chiang Mai.
A Bali il mercato rivolto agli stranieri è composto in misura maggiore da ville, piccoli appartamenti e guesthouse.
Per questo, con un budget basso o medio, la Thailandia offre spesso più scelta per gli affitti a lungo termine. Bali è particolarmente interessante per chi cerca una casa indipendente, un giardino tropicale e uno stile di vita più orientato agli spazi aperti.
I trasporti sono uno dei principali punti deboli di Bali
Bali non ha una rete ferroviaria e il trasporto pubblico è poco sviluppato rispetto al volume del turismo. Esistono servizi di autobus, ma la rete non permette alla maggior parte dei visitatori di organizzare l’intero viaggio affidandosi esclusivamente ai mezzi pubblici.
I principali modi per spostarsi sono quindi scooter, taxi, applicazioni come Grab e Gojek o auto con autista.
Le distanze sulla mappa possono essere ingannevoli. A causa del traffico nel sud dell’isola, un tragitto apparentemente breve tra Canggu, Seminyak, Kuta, l’aeroporto e Bukit può richiedere molto più tempo del previsto.
Un hotel che sulla mappa sembra vicino a un’altra zona può rivelarsi molto meno comodo nella pratica.
Lo scooter risolve in parte il problema, ma rappresenta anche uno dei rischi principali. Per guidare servono una patente adeguata, i documenti richiesti in Indonesia, una copertura assicurativa appropriata e una vera esperienza nella guida di una moto nel traffico intenso del Sud-est asiatico.
In Thailandia l’infrastruttura dei trasporti è nel complesso molto migliore.
Bangkok dispone di metropolitana, linee sopraelevate, autobus, taxi e trasporto fluviale. Treni e autobus collegano numerose città e una rete estesa di voli interni rende relativamente semplici gli spostamenti su grandi distanze.
Naturalmente Phuket, Koh Samui e le isole più piccole non vanno paragonate a Bangkok: anche lì i trasporti possono essere scomodi e costosi. Ma considerando il Paese nel suo complesso, la Thailandia è molto più semplice da visitare senza dover guidare uno scooter.
Se non volete guidare una moto, la Thailandia è generalmente più comoda.
Entrambe sono adatte al lavoro da remoto, ma lo stile di vita è diverso
Bali rimane uno dei centri più conosciuti al mondo per il lavoro da remoto. A Canggu e Ubud si sono create grandi comunità internazionali, con coworking, caffè adatti al lavoro con il laptop, palestre e spazi per eventi e networking.
Nelle principali zone frequentate dagli expat è comune trovare una connessione internet fissa veloce, mentre la rete mobile può essere utilizzata come collegamento di riserva.
La forte concentrazione di stranieri rende abbastanza facile arrivare da soli e inserirsi rapidamente in un ambiente internazionale in cui si parla inglese.
Questa caratteristica ha però anche un lato meno positivo: alcune parti di Canggu possono sembrare più un’enclave internazionale che una normale zona dell’Indonesia.
In Thailandia i lavoratori da remoto sono distribuiti tra città e località molto diverse.
Chiang Mai attira da anni nomadi digitali grazie a costi relativamente contenuti e a una vita urbana compatta. Bangkok offre le infrastrutture di una grande metropoli e maggiori opportunità professionali. Phuket e le isole permettono di vivere vicino al mare, anche se in genere con costi più elevati.
La Thailandia ha inoltre introdotto un vantaggio pratico importante per una parte dei lavoratori da remoto: il Destination Thailand Visa, o DTV. È pensato anche per nomadi digitali, lavoratori da remoto e freelance. Il visto ha validità di cinque anni, consente ingressi multipli e permette soggiorni fino a 180 giorni per ingresso, a condizione di soddisfare i requisiti previsti.
Anche l’Indonesia dispone ormai di un’opzione specifica per chi lavora da remoto, l’E33G Remote Worker Special Residency Visa. Tuttavia, requisiti di reddito, documentazione e attività consentite vanno verificati separatamente: considerarlo un equivalente diretto del DTV thailandese sarebbe una semplificazione.
Per soggiorni di poche settimane, entrambe le destinazioni offrono infrastrutture eccellenti. Per vivere diversi mesi, il regime dei visti può diventare più importante del numero di coworking e caffè disponibili.
Per l’infrastruttura sanitaria la Thailandia ha un vantaggio
Nelle principali zone turistiche di Bali ci sono numerose cliniche e ospedali privati abituati a lavorare con pazienti stranieri. Per malattie comuni, piccoli infortuni, cure dentistiche e controlli standard, l’offerta è generalmente sufficiente.
Il sistema sanitario thailandese, però, è molto più ampio.
Bangkok dispone di grandi ospedali privati con molti specialisti e apparecchiature moderne. Strutture di buon livello per pazienti internazionali si trovano anche a Phuket, Chiang Mai e in altre grandi città.
Durante una normale vacanza di due settimane, questa differenza potrebbe non avere praticamente alcuna importanza. Per un soggiorno lungo, per chi ha patologie croniche, deve consultare regolarmente specialisti o si trasferisce con bambini, la maggiore offerta della Thailandia può diventare un vantaggio concreto.
In entrambi i Paesi è consigliabile avere un’assicurazione sanitaria di viaggio o internazionale. Le cure private possono diventare costose rapidamente, soprattutto in caso di ricovero, intervento chirurgico o evacuazione medica.
Intrattenimento: Bali è più compatta, la Thailandia quasi inesauribile
Bali concentra una quantità sorprendente di attività in uno spazio relativamente piccolo. Al mattino si può fare surf, nel pomeriggio lavorare da un caffè, la sera guardare il tramonto in un beach club e il giorno successivo visitare templi, cascate o risaie.
Ubud aggiunge yoga, wellness e attività culturali, mentre Canggu e Uluwatu sono diventate importanti zone per ristoranti e vita notturna.
La principale vita notturna si concentra a Canggu, Seminyak, Kuta e in alcune aree di Bukit. I grandi beach club sono diventati una parte caratteristica della Bali turistica.
In Thailandia la gamma di possibilità è molto più ampia.
Bangkok offre rooftop bar, club, concerti e una scena gastronomica enorme. Phuket e Pattaya sono note per la vita notturna intensa, Koh Phangan per il Full Moon Party, mentre decine di isole minori permettono invece di evitare completamente le feste.
Chiang Mai propone un’atmosfera serale molto diversa, fatta di mercati, caffè, piccoli bar e una vita urbana più tranquilla.
Lo stesso vale per le attività in generale. Nello stesso Paese si possono combinare immersioni, trekking in montagna, grandi città, rovine storiche, parchi nazionali, arrampicata, isole e lunghi viaggi via terra.
Bali non può competere con questa scala, ma è più semplice organizzare una vacanza varia senza continui voli interni e cambi di regione.
Le regole d’ingresso sono cambiate molto negli ultimi anni
Le informazioni sui visti sono la parte che invecchia più velocemente nei vecchi confronti tra Bali e Thailandia. Le informazioni riportate qui riflettono la situazione di settembre 2026, ma prima della partenza è comunque necessario verificare i requisiti applicabili al proprio passaporto.
Entrare a Bali e in Indonesia
Per molti viaggiatori è disponibile la Visa on Arrival indonesiana, compresa la versione elettronica e-VOA.
Per un normale viaggio turistico viene utilizzata, tra le altre, la B1 Visa on Arrival. Consente inizialmente di soggiornare in Indonesia fino a 30 giorni e può essere estesa una volta per altri 30 giorni, per un totale massimo di 60 giorni.
La tariffa governativa per questo tipo di visto è di 500.000 rupie indonesiane.
La e-VOA può essere richiesta prima della partenza. È una soluzione comoda anche perché, per i visti elettronici idonei, l’estensione può essere effettuata online senza dover necessariamente recarsi ogni volta di persona presso un ufficio immigrazione.
Per soggiorni turistici più lunghi esistono anche altre categorie, tra cui il visto visitatore C1, che prevede un soggiorno iniziale fino a 60 giorni e può essere ulteriormente esteso nel rispetto delle condizioni previste.
I turisti stranieri che visitano Bali devono inoltre tenere conto della tassa turistica provinciale di 150.000 rupie.
Non si tratta della tariffa del visto: la tassa turistica di Bali e il visto indonesiano sono due procedure separate.
Per gli arrivi internazionali è inoltre attivo il sistema elettronico All Indonesia, che riunisce le informazioni necessarie per i controlli di immigrazione, dogana, sanità e quarantena.
A seconda del viaggio, quindi, un visitatore può dover gestire contemporaneamente visto o VOA, tassa turistica di Bali e dichiarazione elettronica d’ingresso. Una procedura non sostituisce le altre.
Chi viaggia con passaporto italiano dovrebbe verificare prima della partenza la propria idoneità alle diverse categorie direttamente sui portali ufficiali dell’immigrazione indonesiana, perché le liste dei Paesi ammessi e le condizioni possono cambiare.
Entrare in Thailandia
Il 15 settembre 2026 la Thailandia ha modificato in modo significativo il sistema di ingresso senza visto.
Il precedente regime che permetteva a numerose nazionalità di soggiornare senza visto fino a 60 giorni è stato revocato. Il nuovo sistema prevede, tra le varie categorie, un’esenzione turistica fino a 30 giorni per i cittadini di 60 Paesi e territori.
La Thailandia applica inoltre accordi bilaterali separati con alcuni Stati. Per questo motivo chi viaggia con passaporto italiano dovrebbe verificare la regola esatta applicabile all’Italia sui siti ufficiali del Ministero degli Esteri o dell’immigrazione thailandese, invece di affidarsi a vecchi articoli che parlano del precedente regime di 60 giorni.
Le modifiche sono entrate in vigore solo il 15 settembre 2026, quindi molte informazioni presenti su siti turistici e guide meno recenti possono essere già superate.
Prima dell’ingresso, i viaggiatori stranieri devono inoltre compilare la Thailand Digital Arrival Card, o TDAC.
Non è un visto, ma una scheda elettronica di arrivo. Normalmente viene compilata nei tre giorni precedenti l’ingresso nel Paese.
Per soggiorni più lunghi esistono diverse categorie di visto. Per chi lavora da remoto è particolarmente interessante il DTV, un visto quinquennale a ingressi multipli che permette soggiorni fino a 180 giorni per ingresso, a condizione di rispettarne i requisiti.
La regola più importante è semplice: per entrambi i Paesi conviene ricontrollare le informazioni sui visti immediatamente prima della partenza. Negli ultimi anni sia l’Indonesia sia, soprattutto, la Thailandia hanno modificato frequentemente le proprie procedure.
Quale scegliere per una vacanza breve
Per una vacanza di una o due settimane, Bali funziona particolarmente bene se volete combinare in un’unica destinazione natura tropicale, cultura molto particolare, surf, ristoranti e alloggi confortevoli.
È possibile dividere il viaggio tra due o tre zone — per esempio trascorrendo alcuni giorni a Ubud e poi spostandosi sulla costa meridionale — ottenendo esperienze molto diverse senza dover prendere voli interni.
La Thailandia diventa più interessante quando la varietà conta più della compattezza.
Bangkok più Chiang Mai, Bangkok più un’isola oppure un itinerario tra Krabi e diverse isole possono sembrare quasi viaggi differenti all’interno della stessa vacanza.
Se l’obiettivo principale sono le spiagge, conviene anche chiarire cosa intendete per “vacanza tropicale al mare”.
La Thailandia ha una scelta molto maggiore di spiagge con sabbia bianca, acqua limpida e mare relativamente tranquillo. Bali è più forte come destinazione per il surf e per le coste spettacolari e rocciose.
Quale scegliere per vivere alcuni mesi
Per un soggiorno lungo, attrazioni e visite turistiche diventano meno importanti rispetto a trasporti, alloggio, sanità, visti e infrastrutture quotidiane.
Bali è particolarmente adatta a chi apprezza una grande comunità internazionale, la vita in villa, i caffè, il surf, il wellness e un ambiente sociale relativamente compatto in cui si cominciano presto a incontrare spesso le stesse persone.
Per molti lavoratori da remoto proprio questa atmosfera è uno dei motivi principali per scegliere l’isola.
Con il tempo, però, diventano più evidenti anche gli svantaggi: traffico, dipendenza da scooter o taxi, trasporto pubblico debole e prezzi in rapida crescita nelle zone più popolari.
In Thailandia è possibile cambiare molto di più il proprio stile di vita restando nello stesso Paese.
Bangkok è adatta a chi vuole vivere in una vera metropoli asiatica con ottimi trasporti e buone strutture sanitarie. Chiang Mai offre una vita urbana più tranquilla e generalmente meno costosa. Phuket e Koh Samui permettono di vivere vicino al mare con infrastrutture relativamente sviluppate, mentre città meno turistiche possono essere molto più economiche e tranquille.
Per chi non vuole guidare uno scooter, ha bisogno regolarmente di una buona assistenza medica o vuole alternare mare, montagne e grandi città, la Thailandia è generalmente più pratica.
Se invece cercate proprio lo stile di vita tipico di Bali — villa, vegetazione tropicale, surf, caffè, yoga, grande comunità internazionale e allo stesso tempo una cultura balinese sempre presente — in Thailandia non esiste un equivalente perfetto.
Bali o Thailandia: come scegliere
Scegliete Bali se per voi sono particolarmente importanti:
- il surf e la cultura che gli ruota intorno;
- un’isola compatta con un’identità locale molto visibile;
- wellness, yoga e l’ambiente creativo di Ubud;
- la vita internazionale di Canggu e Uluwatu;
- caffè, ristoranti e vita in villa;
- risaie, vulcani e natura tropicale in un territorio relativamente piccolo.
Scegliete la Thailandia se contano di più:
- una maggiore scelta di spiagge tropicali classiche e isole;
- un sistema di trasporto pubblico e interurbano più sviluppato;
- la possibilità di combinare il mare con Bangkok o un’altra grande città;
- una cucina locale molto varia e una forte cultura dello street food;
- maggiori possibilità nella sanità privata;
- grandi differenze tra le varie regioni;
- la possibilità di cambiare stile di vita senza cambiare Paese;
- opzioni di visto a lungo termine come il DTV, se ne rispettate i requisiti.
La differenza principale non è che Bali sia “rilassata” mentre la Thailandia sia “comoda”. Entrambe possono essere tranquille o caotiche, economiche o molto costose: tutto dipende dalla zona e dal modo in cui scegliete di vivere.
Bali è una destinazione compatta con un’identità molto forte. La Thailandia è un enorme sistema turistico in cui si può organizzare una vacanza urbana, trascorrere mesi in montagna, fare un viaggio dedicato alle immersioni, vivere sulle spiagge o stabilirsi come expat senza quasi ripetere la stessa esperienza.
Per un primo viaggio conviene quindi partire non da una classifica astratta, ma dall’immagine che avete in mente.
Se immaginate risaie, surf, templi, ville e caffè, probabilmente Bali è più vicina a ciò che cercate. Se invece volete isole di sabbia bianca, grandi città, trasporti sviluppati, cucina regionale e la possibilità di cambiare continuamente scenario, la Thailandia offre più alternative.
Aggiornato a settembre 2026. Le regole relative a visti e ingresso possono cambiare con poco preavviso; prima della partenza verificate sempre i requisiti applicabili al vostro passaporto sui siti ufficiali delle autorità competenti.